Progetto Lehel News

Progetto transnazionale con la Romania per il sostegno a distanza di bambini in situazione di grave disabilità e loro fratelli

Sede Locale ANFFAS ONLUS di Reggio Calabria

Anno I°                                         Ottobre - novembre 2003                                                  Numero 2  

Abbiamo toccato con mano!

di Pasquale Ezio Loiacono

“Adesso ho finito e sono contentissimi! Lehel di più!” Questo il contenuto del sms ricevuto il pomeriggio del 6 settembre, quando Tunde Csizmadia, coordinatrice del Progetto per conto di MTP (Micarea Tinerilor pentru Pace) e collaboratrice di PLN, ha consegnato la prima spesa alla famiglia F. ad Oradea, la bella città nella regione di Bihor, ai confini con l‘Ungheria, ai primi di settembre.

Era tornata in Romania qualche giorno prima, dopo avere partecipato direttamente alla progettazione dell’idea di sostegno a distanza, dopo che lei stessa, nel corso di una telefonata, aveva segnalato al presidente dell’ANFFAS lo stato di estremo bisogno in cui Lehel ed i suoi fratellini vivevano.

Giunta ad Oradea si era premurata di andare a trovare i bambini, trovando una situazione di estremo disagio: da diversi giorni Yvette e Lehel si nutrivano esclusivamente di pane, Anita invece, la più piccola, grazie ad alcuni vicini che le fornivano del latte, si alimentava del prezioso alimento.

Immediatamente e in accordo con Alexandru Badinici, responsabile di MTP, si è premurata di rifornirli degli alimenti necessari per intraprendere una dieta equilibrata e comunque più adatta alla loro età. Da allora, ogni settimana, Tunde stessa o altri volontari di MTP, hanno provveduto di fornire alimenti, giocattoli, abbigliamento e materiale didattico mentre, fortunatamente, fino ad oggi, non è stato necessario acquistare medicinali.

Nei nostri archivi sono giunti come da protocollo, gli elenchi di ciascuna fornitura, in Rumeno ed in italiano e le fotocopie delle fatture e degli scontrini comprovanti le spese sostenute.

Ci sembra comunque opportuno lasciare a Tunde l’opportunità di descrivere in modo più dettagliato i momenti della prima consegna degli alimenti e di alcuni giocattoli, nello stesso linguaggio immediato ed autentico con cui l’ha scritta, perché, secondo noi, descrive meglio il clima ed i valori di quel gesto.

Siamo stati ad Oradea!

 Vogliamo invece informarvi sullo stato di sviluppo della sperimentazione. Le adesioni al progetto crescono nonostante ancora e non sia stata attivata alcuna iniziativa di pubblicizzazione. Si è avviato un passaparola che ci lascia sorpresi e ci ha trovati nei primi giorni quasi impreparati, costringendoci ad accelerare i tempi per organizzarci e, nell’ultimo mese, ci ha spinti a compiere un viaggio ad Oradea, per individuare, con la collaborazione di organizzazioni locali e dell’amministrazione comunale dei servizi sociali, altre famiglie come quella di Lehel, per ampliare il progetto a nuovi sostegni.

Intanto il lavoro di ricerca compiuto da Tunde in tal senso si è rivelato prezioso. Oltre ai contatti personali con le associazioni e le famiglie di Oradea, ha proseguito la collaborazione con il presidente dell’ANFFAS tramite posta elettronica, per stabilire nuovi contatti e concordare appuntamenti con associazioni e amministrazioni pubbliche in occasione della visita.

Proprio in seguito a questa visita, il gruppo tecnico che opera sul progetto sperimentale, ha deciso di ritoccarlo nella parte in cui prevedeva di ampliare il sostegno a distanza in aree povere della Romania partire dal 2004, da individuare in collaborazione con la “Organizatia Nationala a Persoanelor cu Handicap din Romania”, un organismo non governativo che rappresenta gli interessi generali delle persone con disabilità.

Per la situazione di estrema povertà in cui abbiamo trovato dodici famiglie in cui vivono bambini con gravi disabilità con i loro fratellini, riteniamo invece necessario concentrarci e consolidare la nostra presenza in questa città almeno per i prossimi tre anni.

Così, nuovi partenariati stanno per essere intrapresi: la Administratia Sociala Comunala, la Fundatia Romana pentru Copii, Comunitate si Familie; e nuove collaborazioni: Casa Minunata, che fa capo alla Fundatia Speranta.

Ricordiamo le motivazioni?

Ci sembra opportuno ribadire le ragioni della nostra iniziativa. La “grande famiglia ANFFAS di Reggio Calabria”. attraverso il sostegno a distanza, vuole esprimere la sua vicinanza ai bambini con gravi disabilità che, con i fratellini, versano anche in situazione di grave disagio economico; vuole sostenere i loro genitori per convincerli a non fare ricorso agli istituti, per offrire loro un motivo in più per trattenerli tra le loro braccia e nelle loro case; vuole collaborare con le autorità municipali di Oradea per integrare gli aiuti che già erogano in loro favore.

Nessuna smania di sostituzione ma semplicemente un modo di esprimere il nostro aiuto da genitori ad altri genitori, così come lo gradiremmo se ne avessimo necessità noi stessi. Al tempo stesso nessun desiderio di entrare in competizione con le associazioni locali, piuttosto uno spirito di grande collaborazione e amicizia per favorire lo scambio culturale e di esperienza, per una crescita reciproca.

Con le istituzioni pubbliche locali si vuole collaborare per costruire una nuova attenzione nei confronti delle persone con grave e gravissima disabilità e delle loro famiglie.

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“Adesso ho finito e sono contentissimi! Lehel di più!

GRAZIE ANFFAS!”

di Tunde Csizmadia

Dopo che sono tornata qui in Oradea e sono andata a visitare questi bambini ho visto che la situazione non era cambiata: i parenti dei bambini non lavorano, vivono in un situazione molto grave, posso dire i bambini mangiano pane senza niente, solo se hanno pane! chi sa da quando tempo non hanno visto carne, un pranzo o una cena normale.. che mangiano gli altri?

Anita, la piu’ piccola ancora beve latte.. certo quando lo comprano, quando era la ultima volta che ha bevuto? Non si preocupa nessuno se loro mangiano, ricevono il latte che gli serve per crescere.. ma esistono personi che aiutano... qualche vicino.

Vedendo questo situazione ho deciso di non aspettare piu’ e sono andata a cambiare un po’ di soldi dal proietto Lehel, che grazie a voi sono molto utili e servono per aiutare questa famiglia. Sono andata poi al supermercato a comprare alimenti utili, ma anche un po’ di caramelle per farli piu’ felici.

Giucattoli per questa volta ha ricevuto soltanto Anita, perche’ non ho trovato, pero’ ho comprato libri per disegnare e matite.

Dopo che ho finito in supermercato, sono andata direttamente a casa loro. Mi guardavano strano e sicuralmente si chiedevano: Che fa con quelli buste? Perche’ e venuta a noi?

I bambini erano curiosi che trovano in le buste, eranno molto sorpresi, un po agitati, e nelle loro ochi si vedeva una luce, penso che era una luce della speranza o dall'allegria, chi sa! Ho messo le buste in mezzo della stanza, cosi arriva pure Lehel ad aprire, si sono messi tutti intorno e cominciavano ad aprirle.

Eranno molto contenti, prendevano le cose e dicevano uno ad altro: "Guarda, le caramelle! Guarda un libro!"... Erano
felici, alegri… sopratutto Lehel che saltava in il suo modo e chiedeva se puo’ portare il dentifriccio e il sapone alla scuola? certo, e’ il tuo, e’ tutto vostro.

Non soltanto loro eranno felici, pure io, vedendo la loro sguardo pieno di sorisi e di felicita‘... anche io ero contenta...

Ma questo non si poteva realisare senza dell vostro aiuto...

I bambini, la famiglia e io vi ringraziamo a tutti quanti che hanno dato i soldi, a tutti che hanno aiutato a fare felici questi bimbi. Grazie mile… e un saluto da qui, da Oradea!

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 (Pubblichiamo ora una sintesi del Progetto)
 PROGETTO 

Logo Progetto Lehel

 per il sostegno a distanza in Oradea (Romania) di gruppi di fratelli di cui almeno uno in situazione di grave o gravissima di disabilità.

Questo progetto propone un allargamento del concetto di  solidarietà tra famiglie di persone con disabilità, oltre i confini della quotidianità e della territorialità, per rappresentare l’universalità del principio dell’auto-aiuto tra persone che condividono le stesse sofferenze ma anche lo stesso desiderio di riscatto umano, civile e sociale e la medesima voglia di approfittare di ogni momento di felicità che la vita offre.

La nostra mission si fonda sul rifiuto di ogni forma di istituzionalizzazione, diffusa ancora in Occidente, ma ancora di più nei paesi dell’Est europeo.

Il Progetto si propone di:

- favorire, rallegrare, la permanenza a casa dei bambini con grave disabilità e dei loro fratellini;

- alleggerire la gestione familiare già resa complessa de fattori economici e occupazionali, attraverso l’acquisto di abbigliamento, alimenti per l’infanzia, materiale educativo, medicinali e giocattoli;

- favorire la creazione di un’associazione di famiglie con persone con disabilità.

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Al momento l’ANFFAS di Reggio Calabria ha stretto un solido rapporto di collaborazione con MTP (Miscarea Tinerilor pentru Pace), un’organizzazione non governativa locale, fondata in 1998 e attiva nella promozione della pace e della tolleranza.

L’Associazione gestisce i fondi del progetto in conformità con quanto stabilito nel protocollo sottoscritto l’estate scorsa tra le due associazioni.

Ha offerto e abbiamo accolto molto volentieri, la collaborazione di Disabled People’s International Europe (DPI Europe), mentre stiamo per stipulare un importante partenariato con l’Administratia Sociala Comunala di Oradea e consolidando la collaborazione con Casa Minunata. Quest’ultima ci ha fornito un elenco di ben dodici nuclei familiari ai limiti della sopravvivenza.

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 Il punto sulla raccolta

 Ci stiamo organizzando per il lancio ufficiale del progetto e intanto le adesioni giungono spontaneamente. Aspettiamo che i primi sostenitori versino le quote di ottobre e novembre per inviare il secondo versamento ad MTP per i fratellini F. Nella seguente tabella, la situazione al 20 ottobre 2003, limitatamente al sostegno ai fratellini F.:

  Il punto sulla raccolta

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Tutti i bambini hanno diritto di giocare… in famiglia!

di Anna Campolo

I l nostro progetto di sostegno a distanza, avendo come destinatari dei bambini, non poteva non elencare tra i beni di consumo anche i giocattoli.

Qualcuno si chiederà come questi possano essere considerati indispensabili in una realtà dove si pensa di essere fortunati se si può mangiare tutti i giorni.

L’uomo dall’inizio della sua storia ha sempre ricercato attività di svago e ricreazione, cosi continua ad essere per i fanciulli, nei quali il gioco è un’attività spontanea e secondo la moderna pedagogia, costituisce una forma di esperienza seria e indispensabile per la costruzione della loro personalità.

Soffermiamoci un attimo a pensare alla nostra infanzia quando l’acquisto di giocattoli non era facile, pensiamo all’oggi, alla quantità di giochi che procuriamo ai nostri figli, alla gioia che donano loro.

Pensiamo ora a quei bambini che intendiamo sostenere nel loro processo di crescita e le cui famiglie non sono in grado di provvedere già all’ordinario, chi penserebbe mai che anche loro hanno bisogno dei giocattoli? E che questi sono per la loro crescita psicologica importanti come il cibo lo è per quella fisica?

Lehel ci ha ricordato questo ed altro ancora, nella sua semplicità di bimbo, nella sua ingenua e grave richiesta, “ non voglio stare a casa, voglio andare a scuola, li ho cibo e giochi”. La frase acquista un valore ancora più negativo se si considera che quella di cui parla Lehel è una scuola speciale.

Noi invece siamo convinti che ogni bambino debba stare bene a casa propria, con l’amore dei propri genitori e non possiamo accettare che neanche uno solo di loro desideri di andare a scuola durante il periodo delle vacanze.

Per questo sosteniamo Lehel, le sue sorelline e quanti seguiranno, facciamolo da adulti ma non dimentichiamo il bambino nascosto in noi… i desideri dei fanciulli si ripetono da sempre ed in ogni angolo di questa nostra terra.

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