
Dalla sperimentazione al consolidamento del progetto!
di
Pasquale
Ezio Loiacono
(Presidente
ANFFAS Onlus Reggio Cal.)
La fine del 2003 è stata decisiva per il
“Progetto Lehel” perché ha segnato il passaggio dalla fase sperimentale,
che ha garantito il sostegno alla famiglia di Lehel, ad altre tre famiglie con
nove bambini, di cui quattro con gravi disabilità.
Abbiamo
dovuto compiere un grande sforzo organizzativo per stare dietro alle adesioni ed
ai patrocinii che sono giunti numerosi, soprattutto nel periodo delle feste
natalizie.
Riteniamo
che il successo del progetto derivi dalla possibilità offerta ai sostenitori e
ai patrocinatori, di poter esprimere la propria solidarietà a persone che
notoriamente vivono in situazione di grave svantaggio economico e sociale
secondo modalità certe. Aggiungiamo anche che a dare fiducia ai cittadini è la
specificità della nostra Associazione, un gruppo organizzato di famiglie che
dal 1990 si riconosce intorno a chiari
obiettivi di auto-aiuto e di auto-tutela.
Ed
è questo lo spirito con cui la Grande Famiglia ANFFAS ha stretto in un
abbraccio solidale le famiglie di Nicolae (4 anni) e Cosmin (16), di Laura (11),
Zoltan (11), Zsolt (8) e Gheorghe (14), di Doina (11), Eduard (8) e Jesica (7),
che si sono aggiunte a quella di Lehel (5), Yvette (6) e Anita (3).
Certo, ci
sono ancora ben nove famiglie in attesa nella città di Oradea, e sono ancora
tanti i bambini che aspettano il nostro aiuto. Per riuscire a comprenderli nel
sostegno a distanza stiamo preparando una campagna in ambito nazionale, e
chiederemo la collaborazione anche della Sede Nazionale dell’ANFFAS.
Ai
nostri sostenitori, intanto, chiediamo solo due cose: 1. di starci sempre
accanto, anche dopo la scadenza dei dodici mesi sottoscritti, e 2. di portare
nuovi aderenti.
Il
nostro progetto è riuscito a sollecitare una nuova attenzione da parte delle
autorità comunali e dei ceti più abbienti della società oreadeana. Due esempi
tra tutti: il Comune ha fornito alle famiglie dove sono presenti minori con
gravi disabilità un apparecchio telefonico, con la possibilità di fare cento
chiamate gratuite; un medico stomatologo ha dato in uso a Miscarea Tinerilor
pentru Pace, per il periodo estivo una casa in campagna dove organizzare campi
vacanza con i bambini del Progetto Lehel.
Nei
prossimi giorni sottoscriveremo un protocollo di intesa con la Municipalità di
Oradea, mentre una collaborazione era già stata avviata con il Signor Stefan
Gotia dell’Administratia Sociala Comunitara.
Abbiamo
avanzato una proposta di gemellaggio raccolta positivamente sia alla
municipalità di Oradea che dal Comune di Reggio Calabria e questo ci rende
oltremodo felici. L‘idea scaturisce dalle affinità culturali che
contraddistinguono le due comunità. La speranza è che il sogno si possa
realizzare entro il corrente anno.
Come
contattare L’ANFFAS in Oradea?
Per
telefono: OO40 740 191835
Per E.mail: anffas.oradea@mail.oradea.net
Cenni sui bisogni delle tre famiglie che si sono aggiunte
al
sostegno a distanza.
di
Radu Fogas
(Assistente
Sociale volontario di MTP)
Siamo
stati a visitare tre famiglie che hanno bisogno di aiuto urgente. Con me c’era
Daniel Bara, assistente sociale di Casa Minunata. Entrambi abbiamo avuto la
sensazione che le famiglie visitate, scelte tra le più povere dall’elenco
fornito dalla direzione di Casa Minunata, sono certamente al di sotto di ogni
soglia critica.
Ecco
le famiglie e i loro bisogni:
1.
Famiglia V. (la bambina con problemi si chiama V. Laura). Il padre, Gheorghe, è
disoccupato e ha sofferto un incidente grave ad una mano, e per questo non
riesce più a lavorare. Un altro bambino, Zoltan, è malato con il cuore e
spesso ha difficoltà respiratorie. In questa famiglia vivono in tutto quattro
bambini ed i loro bisogni sono legna per
riscaldarsi: dormono al freddo, e per questo si ammalano spesso. L’abitazione
è senza pavimentazione e, non avendo letti a sufficienza, il padre dorme su
“accomodamenti” di fortuna. Hanno bisogno di vestiti pesanti per
l’inverno, di materiale didattico per la scuola e di alimenti.
2.
Famiglia M. (Il bambino con disabilità si chiama Nicolae). A Nicolae manca la
cartilagine tra le ossa di entrambe le gambe e per questo non le può muovere.
Si sposta con l’aiuto delle mani. La famiglia vive in un alloggio popolare ma
ha un grosso debito con il condominio e rischia di perdere l’appartamento in
cui vivono. Hanno bisogno di alimenti e abbigliamento.
3. Famiglia N. La madre Rozalia ha in cura la bambina C. Doina,
che è orfana e presenta gravi problemi relazionali e di comunicazione. La
Signora decise di portare fuori dall’istituto, in cui lei stessa aveva
trascorso gran parte della sua vita, Doina ed ora questa bambina sta imparando
a comunicare con i due figli naturali di Rozalia. Hanno bisogno di alimenti e
materiali didattici per i piccoli Eduard e Jesica, che vanno a scuola e hanno
buoni risultati. Hanno bisogno ancora di abbigliamento pesante per
l’inverno.
di
Tunde Csizmadia
(referente
per l’ANFFAS Onlus in Oradea)
Sono
tornata a Oradea da Reggio Calabria il 7 gennaio. Radu, il volontario che
collabora con MTP per il progetto, aveva già provveduto con le consegne a fine
dicembre, mentre a Natale non aveva fatto mancare i giocattoli a Lehel ed alle
sorelline.
Al
mio arrivo ho sentito
la differenza di clima: qui a Oradea il freddo era ed è insopportabile. Per
questo, in una riunione con Alex Badinici di MTP, abbiamo pensato di provvedere
con urgenza ad acquistare un grosso carico di legna per la famiglia V., che vive
in una casa molto povera, autorizzati dall’ANFFAS, perché questa fornitura
non è prevista dal protocollo.
Quando
sono arrivata ad MTP ho trovato una
nuova ed entusiasta volontaria, Ioana.
Ora
voglio raccontarvi della prima consegna che abbiamo fatto con Ioana. Abbiamo
deciso di fare la spesa in due tempi, visto che la famiglia M. abita vicino al
supermercato Lotus. Purtroppo in questo centro commerciale non si trovano
giocattoli e per questo abbiamo comprato caramelle per Nicolae. Per fare la
consegna siamo saliti per le scale, carichi di borse, fino al quarto piano dove
abbiamo trovato la signora Marian, Nicolae, il bambino con disabilita’, e suo
fratello Cosmin di 16 anni.
Sono
rimasti sorpresi quando ci hanno viste con le buste. Ci siamo presentati, Ioana
come volontaria, io come rappresentante e collaboratrice dell’ANFFAS.
Ho consegnato una copia della presentazione dell’ANFFAS e la sintesi del progetto, e ho presentato in poche parole l’Associazione che offre loro il sostegno.
Abbiamo conosciuto Nicolae, che chiamano Nicusor: è un bambino disabile dalla nascita, manca della cartilagine tra le ossa. Lo abbiamo visto anche spostarsi con l’aiuto delle mani, strisciando sul pavimento. E’ stato penoso vedere un bambino cosi dolce ed intelligente, tirarsi a terra in questo modo. Poi però siamo stati contenti di vederlo “spacchettare” le buste..
Come
ho detto è un bambino dolce, intelligente, piccolo; non sembra che abbia già
quattro anni, che debba portare sempre il pannolino, che gli piacciano le
patatine fritte, la frutta ed i cartoni. Abbiamo saputo che la madre ha lavorato
in passato, ha fatto le pulizie nelle scale dei palazzi vicini, che adesso non
lavora, che hanno ancora quel debito con il condomino, che se non pagheranno
subiranno un processo al tribunale. Ma per questo li deve aiutare il comune.
Poi siamo tornate al supermercato, abbiamo comprato alimentari per la famiglia N. Abbiamo preso un taxi e siamo arrivati da loro. Anche qui erano a casa, i bambini e la madre che cercava di fare ordine. La presentazione é andata come con l’altra famiglia, soltanto che i bambini erano più curiosi e abbiamo lasciato svuotare le buste. Questi momenti mi ricordano la prima spesa che ho fatto per Lehel e per le sue sorelline.
Sono
molto contenta e anche Ioana lo è.
Abbiamo conosciuto la madre, che era cresciuta in istituto, che vive da sola con i suoi bambini, Eduard di 7 e Jesica di 8 anni, che ha superato molte difficoltà per poter prendere la bambina con disabilità, Doina C. Le suore l’hanno aiutata procurandole l’appartamento in cui vivono, non molto grande ma dignitoso. La madre non può andare a lavorare perché deve stare sempre con i bambini. ma è contenta della sua scelta. Doina ha una grave disabilità intellettiva e si nasconde dalle persone che non conosce. Pare che la bambina abbia sviluppato buone capacità di comunicare da quando vive con Eduard, Jesica e con la signora Rozalia. I bambini erano contenti e felici e lo si vedeva da come venivano a farci domande, spesso con le caramelle in bocca.
Quando abbiamo finito il primo giro di consegne, eravamo stanche ma contente per la gratitudine che abbiamo letto negli occhi dei bambini e dei genitori, tanto da ripetere ancora da queste righe, ad una voce: GRAZIE ANFFAS!
Il
punto sulla raccolta
Ai primi di gennaio abbiamo provveduto ad inviare ad MTP
(Miscarea Tinerilor pentru Pace) secondo Protocollo, le quote per la copertura
del sostegno a distanza per quattro famiglie, comprensive di 11 minori, per un
totale di €. 578,00, di cui 28,00 per rimborso spese ad MTP. L’ANFFAS ha
anticipato gran parte di quella cifra, in attesa che i sostenitori saldassero le
quote dovute. Per questo sollecitiamo chi ancora non avesse provveduto a saldare
le quote a farlo al più presto.
Come è possibile notare dalla tabella, dal mese di dicembre
è stata istituita la figura dei patrocinatori: si tratta di cittadini privati o
aziende che preferiscono versare contributi spontanei e periodici.
Quella di seguito
la situazione al 24 marzo 2004:

____________________________________
_________________________________
Oradea:
alcune informazioni di carattere socio-culturale
di
Alexandru Badinici
La citta di Oradea e un museo “aperto“, un modello architettonico
dell’Art Nuoveau.
La stessa
biblioteca, che e stata ospite fino a pochi anni fa, di uno dei palazzi piu
belli dell’Arte Nuova, utilizzato in passato come vescovado greco - ortodosso e oggi restituito al legittimo
proprietario, ha ricevuto un altro edificio del comune, anche questo nel centro
della citta, ma di uno stile classico - eclettico.
La
biblioteca, nonostante una realta sociale dove i bambini sono distratti dalla
lettura, dai video games e dalle difficolta economiche della maggior parte delle
loro famiglie, non si propone come stimolo culturale per i cittadini, ma si
limita a prestare libri o lasciare leggere il giornale quotidiano, quando invece
potrebbe attirarli, ad esempio, con corsi di lingua straniera.
La biblioteca
riceve libri in donazione dall’estero. Dunque se hai dei libri in piu
o li hai gia letti, donali alla nostra biblioteca.
Puo darsi che
a questo punto ti chiedi quali siano le lingue straniere che si parlano in
Romania ed in Oradea in questi tempi.
Intanto devi
sapere che il russo non e stato mai obbligatorio in Romania, neanche durante il
comunismo. Fino agli anni 70 il francese, invece, era la seconda lingua tra gli
intellettuali, invece, dagli anni 80, l’inglese
e diventato piu diffuso ed oggi, e la lingua piu conosciuta e parlata.
In Romania i
film sono sottotitolati in lingua rumena, anche per questo le persone sono
ancora piu stimolate a conoscere l’inglese.
Per qualche
altra ragione (probabilmente le telenovele latino americane) la lingua spagnola
e molto conosciuta tra la gente piu semplice. Infatti, tra le persone che
vogliono emigrare, e qui sono davvero tante, molti chiedono di
imparare lo spagnolo, perché questo puo servire loro per tentare l’avventura
in Europa.
Anche l’italiano e ancora molto popolare nella parte Ovest della Romania. Soltanto nella
regione di Oradea, infatti, esistono piu di 300 aziende italiane che fabbricano
scarpe e abbigliamento.
Spero che ti sia interessato leggere queste informazioni sulla citta di Oradea.
Torna alla HOMEPAGE Torna al Progetto Lehel