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“Una
nuova strategia per il riconoscimento dei diritti
delle
famiglie delle persone con disabilità”
Si
è tenuto il 17 marzo presso la nuova Sede Sociale dell’ANFFAS
Onlus, l’annunciato incontro sul tema “Il Diritto alla Mobilità
– Il contributo dell’ANFFAS onlus alle politiche sociali.
Il
salone ha sperimentato la sua capienza con la numerosa
partecipazione di familiari di persone con disabilità, di
rappresentanti di associazioni, richiamati dalla presenza della
Presidente della Federazione Italiana per il Superamento
dell’Handicap della Calabria (FISH), Nunzia Coppedè.
Assenti
ingiustificati:gli amministratori del Comune e, soprattutto,
l’Assessore alle politiche sociali, che aveva promesso la sua
partecipazione.
Dall’analisi scaturita dal convegno risulta chiaramente che
nella nostra città si sta consumando una pesante discriminazione,
per la quale alle persone con disabilità e alle loro famiglie,
nonostante le leggi riconoscano ben determinati diritti, il potere
locale, per vari motivi, li nega.
L’esempio
sul quale le famiglie presenti hanno molto insistito è il servizio
di accompagnamento e trasporto a scuola, a riabilitazione e, da
qualche tempo, al lavoro, che deve essere riconosciuto soggettivo e
accessibile, ma da anni, nella nostra città, è una chimera.
Non
solo, la precedente amministrazione lo aveva monetizzato istituendo
gli assegni di servizio, avviando in tal modo un processo
inesorabile di “declino del diritto”; questa amministrazione,
puntando sul risparmio nelle politiche sociali a vantaggio di
iniziative di “facciata”, e rifiutando ogni forma di dialogo con
TUTTE le associazioni, ha aggravato ulteriormente la situazione.
Altro
argomento scaturito dall’incontro afferma che, qualsiasi
intervento della pubblica amministrazione in materia di politiche
sociali, deve tenere conto che si ha a che fare con persone che, al
di là della condizione di disabilità, sono portatori di dignità e
di diritto di cittadinanza al pari di chiunque altro; cittadini che
vogliono sapere con esattezza quanti sono i soldi per la disabilità,
da dove arrivano e come vengono spesi e perché non possono essere
di più; che sanno da soli quali sono i loro bisogni e spesso
riescono a suggerire anche
le risposte ai servizi.
Al
termine dell’incontro le famiglie presenti, che a loro volta si
renderanno portavoce attraverso volantini e depliant, che saranno
distribuiti nei Centri di Riabilitazione e nelle scuole, si sono
convinti sostanzialmente che è necessario:
Ø
-
dire basta alle discriminazioni;
Ø
-
affermare che non accetteranno più nulla che passi sulle
loro teste senza essere ascoltati preventivamente (Niente su di noi
senza di noi!).
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