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L'ANFFAS Onlus di Reggio Calabria interviene in merito al sequestro da parte dei NAS della struttura Pellaro 1 e 2 che ospita 31 persone con disabilità mentale

Un respiro di sollievo

MA QUALE FUTURO PER I TRENTAQUATTRO DEGENTI?

L’ANFFAS Onlus di Reggio Calabria accoglie con soddisfazione la chiusura della struttura Pellaro 1 e 2, ma è preoccupata per la scelta della destinazione dei 31 pazienti e per i criteri che verranno utilizzati nella separazione degli ospiti. A questo proposito auspica che venga curata la conservazione dei legami umani eventualmente intrapresi e si eviti l’allontanamento dalla città in attesa di una soluzione definitiva della vicenda.

In particolare si raccomanda di evitare il ricorso, anche solo temporaneo, a ricoveri in altre strutture lager calabresi (Serra d’Aiello, Borgo dei Mastri, Cotronei, ecc.).

Da anni l’ANFFAS Onlus di Reggio Calabria denuncia che nella città le persone con disabilità psichica grave e le loro famiglie, vivono forti discriminazioni e violazioni dei diritti umani. Riguardo la struttura di Pellaro, la nostra Associazione ha più volte evidenziato in pubblici dibattiti e convegni l’anomalia di convenzionamento con una ditta privata per la gestione di un servizio alla persona così delicato che, come è dimostrato, non garantisce fino in fondo noi familiari.

Recentemente presso la Prefettura è stato istituito l’Osservatorio sulla Disabilità Mentale, un luogo dove la presenza delle associazioni avrebbe determinato l’inizio di un nuovo modo di valutare i servizi psichiatrici. Invece, l’assenza reiterata dell’Amministrazione Comunale e dei vertici dell’ASL non hanno dato efficacia all’iniziativa. L’Osservatorio può essere un valido strumento per monitorare i servizi esistenti e, se preso sul serio, potrà dare i suoi frutti.

Forse si potrà evitare che le famiglie di persone con disabilità mentale subiscono ancora il sottile ricatto di chi non vede alternativa ad un ricovero, seppur nella più miserevole delle condizioni, le stesse famiglie che chiedono servizi, dove è possibile diurni, con una maggiore vigilanza su quelli esistenti.

Chiedono inoltre che nella nostra città vengano finalmente portati a termine i lavori di ristrutturazione del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) degli Ospedali Riuniti, con la realizzazione dei 28 posti previsti dalla legge, uno ogni 10mila abitanti dell’ASL. Oggi ne copre 6 e il risultato e che i pazienti con TSO (Trattamenti Sanitari Obbligatori) vengono inviati a Barcellona Pozzo di Gotto, se non più lontano.

Per concludere non possiamo non tornare col pensiero alle battaglie che abbiamo dovuto sostenere nei primi mesi dell’anno, contro una delibera del direttore generale pro tempore, attento con una mano a tagliare le briciole nel settore della riabilitazione, per limitarla ai diciotto anni, e a rendere impossibile la fruizione dell’alimento a fini medici speciali e dei relativi accessori, tutti ausili indispensabili per la sopravvivenza di bambini con gravi problemi di salute, mentre con l’altra, elargiva milioni di euro per tenere in piedi la struttura di Pellaro senza alcun controllo: una vergogna che, evidentemente, in questo momento storico della nostra distratta città, meritiamo.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO RIUNITO IN SEDUTA STRAORDINARIA IL 17 AGOSTO 2005

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