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I° CONVEGNO REGIONALE

“QUANDO LA NOSTRA VOCE NON ARRIVA…

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L’ESPERIENZA DEL “COMITATO DEI GENITORI PER IL DIRITTO ALLA MOBILITA’DI REGGIO CALABRIA

 

 Il mio compito è semplicemente quello di leggere la  cronistoria delle attività promosse dal “Comitato dei Genitori per il Diritto alla Mobilità”, un organismo nato spontaneamente con un unico obiettivo, quello di rappresentare le centinaia di famiglie che vedono i propri familiari, da almeno due anni, nella città di Reggio Calabria, privati del diritto all’accompagnamento con mezzi di trasporto pubblico, ai centri di riabilitazione e alle scuole.

 Ovviamente ciò che dirò viene riportato a titolo di cronaca, senza alcuna intenzione di voler aprire, in questa sede, polemiche improprie, ma solo per offrire materiale di analisi ai relatori.

 

 16 ottobre 2003 – Salone delle riunioni dell’A.GE.DI. Onlus di Reggio Calabria, concessa su richiesta dei servizi sociali dei centri di riabilitazione Casa Serena, Piccola Opera Papa Giovanni e Villa Betania. Il salone è gremito. Molte persone, tra cui il presidente dell’ANFFAS Onlus, restano in corridoio. L’Assemblea è animata: qualcuno afferma che ormai è entrato in vigore il Nuovo regolamento comunale e che anche il problema del servizio di accompagnamento con i pulmini troverà una sua soluzione all’interno delle strategie di intervento previste dal documento di programmazione dei servizi comunali. Ma la stragrande maggioranza dei presenti è diffidente e propone azioni di forza per il riconoscimento dei diritti. Qualcuno suggerisce la formazione di un comitato di genitori e, al termine dell’incontro, nove familiari, vengono chiamati a guidare la protesta. Quella sera stessa viene chiesto il sostegno ai rappresentanti delle associazioni presenti.

 

 27 ottobre 2003 – Da ora in poi, luogo di incontro, sarà la Sede dell’ANFFAS Onlus, a cui è stata chiesta ospitalità da parte del Comitato – Il gruppo dei genitori lavora ad un documento programmatico che, in sintesi si rifà a questi tre punti:

  1. richiesta all’amministrazione comunale di organizzare servizi efficaci di accompagnamento di minori e adulti con disabilità a scuola e ai centri di riabilitazione, così come previsto dalla normativa vigente;

  2. in subordine, chiede che vengano ripristinati gli assegni di servizio in attesa che venga attivato il regime degli accreditamenti, convinti che la monetizzazione dei servizi sia un sistema che impedisce la reale fruizione dei diritti;

  3. chiede, infine che vengano reintegrati nella fruizione dell’assegno di servizio tutti gli aventi diritto, a prescindere dal reddito familiare, in quanto trattasi di diritto soggettivo della persona con disabilità.

 Altra decisione assunta dal Comitato è quella di chiedere in tempi brevi un incontro al Sindaco e all’Assessore alle Politiche Sociali per rappresentare le istanze dette. Il documento, sottoscritto dai nove componenti del gruppo, viene inviato per raccomandata con avviso di ricevimento all’Assessore, al Sindaco e, per conoscenza, al Prefetto.

 

21 novembre 2003 – Si riunisce il Comitato in seguito alle pressioni di numerosi genitori che continuano a telefonare o a chiedere ai servizi sociali dei centri di riabilitazione, quali risposte abbiano ottenuto le richieste di appuntamento con l’Assessorato alle politiche sociali del Comune e con il Sindaco. Nel corso della riunione alcuni membri del Comitato affermano che decine di familiari propongono di organizzare, in occasione dell’apertura delle manifestazioni per il passaggio del Bus dell’Anno Europeo delle Persone con Disabilità, azioni forti di protesta in Piazza Duomo. Vengono valutate varie ipotese e le conseguenze di ciascuna di esse, e prevale poi la decisione di dare una scossa alle istituzioni, ma senza provocare fratture definitive, predisponendo un comunicato stampa provocatorio, nel quale si affermasse l’astensione dalla partecipazione alle manifestazioni del Bus, tranne che all’evento organizzato in partenariato dalle Onlus ANFFAS, A.GE.DI. e Piccola Opera Papa Giovanni. Altra novità annunciata nel comunicato riguarda la richiesta di una Conferenza dei servizi, in modo da convincere l’Amministrazione Comunale ad affrontare le problematiche della Mobilità in modo globale.

   Al comunicato viene dato ampio risalto solo da “Il Domani della Calabria”, qualche riferimento nel complesso di un articolo dedicato al passaggio del “Bus” sulla “Gazzetta del Sud”, è oggetto di alcune domande al Sindaco da parte di cronisti di “Reggio TV” e “Telereggio”, viene ignorato dalle altre testate cittadine.

   Ma l’effetto è comunque immediato. Riceviamo la telefonata della segretaria dell’Assessore che ci fissa l’appuntamento per il 3 dicembre. Intanto, molte famiglie che aderiscono al Comitato mantengono la promessa di non partecipare agli eventi del Bus, ma sicuramente moltissime sono presenti al convegno sul “Dopo di Noi”.

 

2 dicembre 2003 – Incontro preliminare per organizzare la riunione con l’Assessore Clotilde Minasi. Ci diciamo che tutto deve procedere serenamente e in modo costruttivo. Niente animosità. Dobbiamo sentire la responsabilità di rappresentare le centinaia di persone che ci hanno delegati.

 

3 dicembre 2003 – Non tutti riusciamo a stare tranquilli, qualcuno ha troppo rancore per riuscire a stare tranquillo, soprattutto per la recente elargizione da parte dell’Assessorato di assegni di servizio suddivisi per reddito, considerati discriminanti da alcuni genitori. Grazie alla intermediazione del presidente dell’ANFFAS si riesce comunque a mantenere un dialogo nei limiti della norma. Il problema vero è che da parte istituzionale non giungono risposte certe; non c’è una proposizione concreta e credibile, tranne la promessa che a fine gennaio partirà il servizio di accompagnamento.

   Già all’uscita dell’Assessorato decidiamo di andare avanti e di incontrare il sindaco perché del problema della mobilità se ne deve fare carico l’intera Giunta. Per correttezza democratica decidiamo comunque di informare l’Assemblea  e la convochiamo a Casa Serena per il 15 dicembre.

 

15 dicembre 2003 – Nei giorni precedenti, una tragedia ha colpito il quartiere di Gallico e, più direttamente, la famiglia di una componente del Comitato: una nostra fiumara ha mietuto un’altra delle tante vittime, come purtroppo avviene in Calabria nei periodi di piena. Questa volta il destino ha voluto che fosse un padre, un marito, un amico, dei “nostri”, e quando tutti i giornali e le televisioni, per giorni, ne parlano, forse per soddisfare la pubblica curiosità per quell’evento, di un uomo travolto e intrappolato con la sua macchina dalle acque fangose, che i vigili del fuoco non riescono a liberare, noi, ogni giorno, vediamo rendere di pubblico dominio, l’angoscia e la sofferenza privata di persone che conosciamo bene.

   L’assemblea non può non risentire di questo clima e l’unica cosa che riusciamo a decidere è di rinnovare la richiesta di incontro al Sindaco, questa volta supportandola con una raccolta di firme.

 

28 gennaio 2004 – Partono le procedure ufficiali per la richiesta di incontro con il Sindaco Giuseppe Scopelliti: una camicia di fax con un commento di presentazione predisposto dall’ANFFAS Onlus, con allegati una richiesta di incontro sottoscritta da cinque componenti del Comitato e il documento sottoscritto da centosessantacinque firme di altrettanti familiari.

 

17 febbraio 2004 - Passano i giorni ma nessuna risposta dall’Ufficio di Gabinetto del Sindaco. Il Presidente dall’ANFFAS, chiede e ottiene un incontro con il Vicesindaco dott. Rizzica e gli chiede di intercedere presso il Sindaco perché incontri il Comitato, spiegando tutte le ragioni di questo necessario passaggio.

 

3 marzo 2004 -  Nei giorni scorsi l’ANFFAS esce allo scoperto e invia alla stampa un comunicato che coglie al volo la proposta di un assessore, pubblicato il 27 febbraio, di promuovere un “Consiglio aperto alle famiglie dei disabili”. Dice l’ANFFAS: “Sarà finalmente l’occasione per il comitato dei genitori di incontrare il loro sindaco”. Nel comunicato vengono inoltre elencate una serie di problemi che non riguardano solo la mobilità ma che richiedono il rapporto sinergico di tutti gli assessorati e dell’intera amministrazione con gli altri enti locali e si ribadisce la proposta di una conferenza dei servizi sulle politiche per la disabilità, dove le famiglie e le stesse persone con disabilità siano protagonisti..E conclude affermando che, in attesa di una risposta istituzionale, l’ANFFAS organizzerà una conferenza pubblica presso la propria sede, con la partecipazione di uno dei massimi esperti per le politiche della disabilità in Calabria, Nunzia Coppedè.

   Unica testata a prendere nella dovuta considerazione il comunicato, la “Gazzetta del Sud”.

 

5 marzo 2004 – Dalle stesse pagine della “Gazzetta del Sud”, l’Assessore alle Politiche Sociali, alla domanda della giornalista di cosa pensasse sulla posizione dell’ANFFAS, risponde in modo polemico e discriminatorio, salvo facendo telefonare dalla sua segretaria per dare appuntamento al presidente con il Sindaco per l’8 marzo. Ad ogni buon conto inviamo una replica alla “Gazzetta del Sud” per affermare che “la disabilità ha tutti i colori ma nessuna appartenenza se non nel segreto dell’urna”, ma troverà posto in poche righe nel corpo di un articolo.

 

8 marzo 2004 – Ci presentiamo all’appuntamento compatti. Il Sindaco non è ben informato e dobbiamo ricostruire i motivi della nostra presenza e che la richiesta degli assegni di servizio è secondaria rispetto alla realizzazione di un servizio efficace e sicuro. Egli media, poi ci lascia con L’Assessore che ci garantisce che tutto è pronto, ad aprile sarà votato il bilancio comunale e a maggio partirà il Servizio.

 

17 marzo 2004 – L’ANFFAS Onlus ha cambiato sede e, per la prima volta, ospita un’affollata assemblea. Di genitori e rappresentanti di associazioni. Partecipa Nunzia Coppedè, Presidente della FISH Calabria, Dopo una breve presentazione del Presidente della Sede Locale, Nunzia fa il suo intervento, partendo con alcune semplici domande: da quanto tempo non avete il servizio di trasporto? esiste un servizio di accompagnamento a scuola per bambini non disabili?  Affermando poi di non avere mai conosciuto genitori così pazienti, nel vedere i loro figli privati dei loro diritti umani. Questo il senso di un incontro che ha capovolto la logica e la strategia del Comitato che ha scelto, dopo quella riunione, di non mandare più comunicati stampa e di non parlare più con gli amministratori, ma di fare scrivere dagli avvocati diffide ed esposti alla Procura della Repubblica e di parlare con i magistrati.

 

19 marzo 2004 – L’ANFFAS Onlus invia ai media un comunicato stampa con il resoconto della Conferenza del 17. Nessuna testata ne fa il benché minimo accenno.

 

   Per la cronaca: nella seconda metà di maggio è stata approvata la delibera che istituisce il servizio di accompagnamento, ma la stragrande maggioranza delle famiglie, ancora oggi, continuano ad accompagnare con i loro mezzi o a pagamento, i loro figli a scuola e a riabilitazione.

 

   Grazie per la vostra attenzione

 

Per il Comitato dei Genitori per il Diritto alla Mobilità

Immacolata Cassalia


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