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di Reggio Calabria

Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali

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Patrocinio della Presidenza 

del Consiglio Regionale

Progetto CristAl
I° CONVEGNO REGIONALE

“QUANDO LA NOSTRA VOCE NON ARRIVA…

Associazioni e Media a confronto

 

Presentazione dei lavori

Buongiorno a tutti. Vi do il benvenuto a questo incontro nel corso del quale tenteremo di avvicinare due realtà che hanno poche occasioni di parlarsi: il mondo della televisione, della radio  e della stampa, che dopo un lungo periodo di dialogo, ha ristretto gli spazi di accesso all’associazionismo e, da quest’altro versante, il cosiddetto terzo settore, che si organizza in autonomia, che crea agenzie, riviste a diffusione sia nazionale che locale, che aggrega realtà associative ciascuna delle quali quanto meno ha una vetrina su Internet. 

Spesso questi affacci delle associazioni nella realtà del giornalismo non hanno assolutamente nulla da invidiare al giornalismo tradizionale in fatto di qualità.

Ma. certamente, se vogliamo raggiungere tutti i cittadini, se vogliamo fare veramente “informazione”, dobbiamo avere il supporto dei media. E qui sorge il problema: quanta attenzione pongono i media all’informazione sociale?

 La settimana scorsa a Catanzaro la Fondazione Facite in collaborazione con la Caritas, hanno organizzato un convegno su questo tema ed è interessante sottolineare come, organismi che operano nel sociale della stessa regione, percepiscano il medesimo disagio e organizzino incontri per riflettere e fare riflettere su argomenti similari a distanza di cosi poco tempo.

 Nei giorni scorsi abbiamo tentato di metterci in contatto con don Giacomo Panizza, componente dell’Ufficio di presidenza della Facite, per dare una continuità ideale al convegno “Il Sociale in cronaca", ma non ci siamo riusciti. Ci impegniamo comunque a proseguire la ricerca di un rapporto in considerazione di questa sensibilità comune sull’argomento.

 Ma veniamo ai nostri lavori. Essi si svilupperanno in due parti: la prima riguarderà l’argomento reale del convegno; la seconda, l’abbiamo voluta fortemente per rendere omaggio alla professione del giornalista.

 Abbiamo chiesto di condurre e concludere i lavori alla dott.ssa Carla Chiaramoni di “Redattore Sociale”, un’agenzia di stampa che da anni è fonte di notizie cosiddette “deboli”, e lei stessa spiegherà perché sono definite così, e  che diffonde a tappeto ovunque. La d.ssa Chiaramoni stessa farà la presentazione dei relatori man mano che si succederanno negli interventi.

 Dopo le conclusioni della prima parte, leggeremo un contributo inviato da Lucia Ferrari, giornalista del TG3, nostra cara amica. Non potrà esserci, perché convocata a Riccione a realizzare uno dei suoi sogni: ottenere il premio che prende il nome della collega con cui aveva diviso avventure e, più semplicemente, il lavoro e il tempo libero: Ilaria Alpi. Lucia partecipa al premio con un reportage realizzato per la rubrica “Primo Piano” del TG3, intitolato “L’ultima goccia” che tratta della difficoltà di reperimento e di gestione dell’acqua in Africa.

 “Un premio unico nel suo genere, perché sostiene un giornalismo d'inchiesta, legato ai temi della pace e della giustizia, in un momento storico in cui l'informazione è sempre più lontana da questi temi. Oggi il compito del Premio Ilaria Alpi è quello di tenere viva e desta l'attenzione su un delitto che si può ormai definire di stato e tenere alte le tematiche per le quali il premio e nato". Sono parole di Giorgio Alpi, papà di Ilaria, che prosegue: "Se abbiamo resistito in tutti questi anni nella ricerca della verità è stato anche grazie a questo premio riccionese che ci ha fatto sentire vicini ad altre persone che volevano sapere la verità sulla morte di Ilaria. La nascita della Commissione parlamentare è una grossa novità che speriamo ci porti ad essere qui, il prossimo anno, con uno spirito diverso."

  Di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin non se ne parlerà mai abbastanza per la necessità che abbiamo di fissare certi ricordi nella nostra mente. Tra le tante date da non dimenticare c'è appunto quella del 20 marzo del 1994 per ciò che avvenne a Mogadiscio in Somalia.

 Qualche parola voglio dire sull’ANFFAS Onlus di Reggio Calabria, una realtà che si riconosce nella grande e meravigliosa famiglia dell’ANFFAS Onlus Nazionale, un organismo fondato nel 1954 a Roma, riconosciuto con DPR 1542/64, e che recentemente, grazie all’azione virtuosa di un consiglio direttivo nazionale rinnovato, supportato da un comitato di tecnici veramente capaci, si è rinnovata e via via sta acquistando una sempre maggiore rappresentanza in ogni contesto e ad ogni ambito territoriale e istituzionale.

 Nella nostra città l’ANFFAS è presente dal 1990. Si è occupata per anni di psichiatria, ma dal 2003 ha integrato nelle sue attività il perseguimento di attività di formazione, informazione e tutela, oltre ad un progetto di sostegno a distanza in Romania, nella città di Oradea.

 Un’ultima cosa vorrei dire: con questa iniziativa non abbiamo la velleità di insegnare nulla a nessuno, ma vogliamo semplicemente proporre un’occasione di confronto. Preciso inoltre che abbiamo invitato al convegno soltanto i rappresentanti istituzionali ed, eccezionalmente, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune, in considerazione che la relazione del Comitato dei Genitori per il Diritto alla Mobilità avrebbe fatto riferimento al suo assessorato. Invito in ogni caso i presenti a valutare i fatti dal punto di vista della cronaca e come spunto alla riflessione relativamente ai contenuti del convegno.

 Bene, ringrazio tutti voi, in particolare i rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, della stampa. Ringrazio il Presidente del Consiglio Regionale Fedele e tutta la Presidenza che ha patrocinato il convegno, e tutti voi che siete venuti a partecipare. Sono certo che non resterete delusi.

Pasquale Ezio Loiacono

Presidente ANFFAS Onlus Reggio Calabria


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