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Reggio Calabria
Codice Fiscale
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PROGETTO
per il
sostegno a distanza in Oradea (Romania) di gruppi di fratelli di
cui almeno uno in situazione di grave o gravissima disabilità.
Che cos'è?
Questo Progetto estende il principio
dell'auto-aiuto, proprio delle famiglie di persone con
disabilità, oltre i confini della territorialità, per
condividere le stesse sofferenze, ma anche la stessa voglia di
riscatto umano, civile e sociale e la medesima voglia di
cogliere ogni momento di felicità.
A ciò si
aggiunge il rifiuto di ogni forma di istituzionalizzazione, che
priva dei più elementari diritti civile migliaia di minori in
ogni parte del mondo e in particolare nell'Est europeo, dove
molti sono i minori internati negli istituti, e tra di essi,
troppi i bambini con disabilità
Il
Progetto è temporaneamente sospeso... stiamo effettuando una
verifica su un'eventuale conversione dell'iniziativa... Per
maggiori informazioni telefonare al 3939142198 o scrivere a:
lehel@anffascalabria.net
Cosa è stato realizzato?
Il
Progetto è intervenuto con il sostegno ai fratellini F. Yvette,
Lehel e Anita, e, dal mese di dicembre 2003, comprende altri 9
bambini della stessa città di Oradea, di cui 4 con gravi
disabilità: V. Laura e Zoltan, M. Nicolae, C. Doina,
quest'ultima adottata da mamma Rozalia, che le ha così evitato
l'esperienza nello stesso istituto dove lei aveva
trascorso molti anni della sua infanzia e adolescenza. Oltre ai
bambini con disabilità Il Progetto ha sostenuto i loro
fratellini, con l'acquisto di alimenti, abbigliamento,
medicinali, materiale didatticvo e giocattoli.

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Progetto è temporaneamente sospeso... stiamo effettuando una
verifica su un'eventuale conversione dell'iniziativa... Per
maggiori informazioni telefonare al 3939142198 o scrivere a:
lehel@anffascalabria.net
Com'è nato?
L’idea
nacque nel corso di una conversazione telefonica del presidente
della Sede Locale ANFFAS di Reggio Calabria con un’amica di
Oradea, una bella città della regione di Bihor ai confini con
l’Ungheria. Tunde, Socia Ordinaria dell'ANFFAS Onlus di Reggio
Calabria, raccontava di Lehel, un bimbetto di cinque anni, che
durante le due settimane di vacanza di Pasqua, piangeva perché
non voleva stare a casa: alla scuola speciale aveva giocattoli e
amici con cui giocare.
Tutti i
bambini quando iniziano le vacanze sono felici di non andare a
scuola e questa apparente illogicità aveva incuriosito il
presidente. Fece altre domande e seppe che per i genitori era
difficilissimo trovare lavoro, che Lehel ha una grave
disabilità, che aveva cinque anni e che era secondo di tre
fratellini di sei e due anni.
Ne parlò
in Associazione e dopo alcune riflessioni e considerazioni,
nacque il Progetto Lehel: questo perché la Grande Famiglia
ANFFAS
di Reggio Calabria è convinta che ogni bambino deve stare bene
a casa propria, con l’amore dei propri genitori
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Progetto è temporaneamente sospeso... stiamo effettuando una
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lehel@anffascalabria.net
Quali sono gli obiettivi?
In particolare il
progetto “Lehel” vuole:
-
Favorire, rallegrare, la permanenza a
casa dei bambini in situazione di grave e gravissima disabilità;
-
Alleggerire la gestione
familiare, in considerazione della condizione di
povertà;
-
Favorire la creazione di una rete di
collaborazioni con associazioni locali.
L'11 novembre 2004 è
stato sottoscritto un nuovo protocollo con il SUPHAR (Societatea
Umbrela a Persoanelor cu Handicap Asociate Regional - Bihor ),
che cura l'aspetto amministrativo e di rappresentanza, e Casa
Minunata, che si occupa dell'ambito esecutivo del progetto.
-
Promuovere, dove possibile,
l’empowerment delle famiglie e l’istituzione di comitati di
auto-aiuto.
Per la prima volta
nella storia di Oradea, una donna, una delle nostre mamme,
Rozalia, la scorsa primavera è stata su tutte le pagine dei
quotidiani e sulle televisioni per avere protestato davanti al
Comune per chiedere una casa, visto che quella dove vive è
un'abitazione precaria procurata dalle suore. Nel corso di una
riunione alla presenza del Presidente dell'ANFFAS Onlus di
Reggio Calabria, lo scorso 7 novembre, le quattro famiglie che
godono del SAD, hanno deciso di organizzarsi in Comitato per
tutelare i propri diritti e quelli dei loro figli!;
-
Promuovere azioni di coinvolgimento di
gruppi di giovani sui temi dell’inclusione sociale delle persone
con disabilità.
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Quali alleanze?
Hanno collaborato con il progetto in Oradea le
Associazioni:
- SUPHAR - Societatea
Umbrela a Persoanelor cu Handicap Asociate Regional - Oradea
(Bihor - Romania)
- Fundatia Speranta - Casa Minunata;
- Miscarea Tinerilor pentru Pace (MTP Oradea).
In occasione delle Festività
Natalizie 2006, l'ANFFAS ha avviato una serie di modifiche al
Progetto che condurranno ad un nuovo protocollo operativo, oggi in
fase di elaborazione, con un'amministrazione pubblica di Oradea.
In attesa di questa nuova
impostazione si sta lavorando su due fronti:
- in Italia: si sta rinvigorendo il numero
dei sostenitori, in considerazione del recente calo che ha messo in
crisi la stessa sopravvivenza del Progetto;
- in Romania: l'ANFFAS Onlus di Reggio
Calabria, nella persona della stessa coautrice del Progetto, Tunde
Csizmadia, effettua, documenta e distribuisce gli acquisti.
Intanto ringraziamo la
sostenitrice Franca H. che, con un generoso patrocinio, ha
consentito alle quattro famiglie sostenute, di trascorrere con i
loro figli un Natale veramente sereno.
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Modalità di adesione?
L’ANFFAS
Onlus di Reggio Calabria, grazie alla partecipazione dei
sostenitori a distanza che sottoscrivono l’impegno a versare
almeno 10,00 €. al mese, vuole essere per i bambini disabili, i
loro fratelli e sorelle e le loro famiglie economicamente
disagiate, un punto di riferimento certo.
Dei dieci euro
sottoscritti, solo un euro e cinquanta centesimi saranno
trattenuti per le spese associative e di progetto.
E'
possibile donare un contributo una tantum o donazioni sporadiche
o distribuite nel tempo.
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Documenti
Leggi la
testimonianza
di Rozalia N., una delle mamme che fruiscono del Progetto!
Per
aderire al progetto,
scaricando il modulo e inviandolo per e.mail
Per
patrocinare il progetto
scaricando il modulo e inviandolo per e.mail

"Progetto Lehel News"
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