PROGETTO
“CristAl”
Sviluppo
di azioni di coinvolgimento, consapevolizzazione
e
consulenza tra familiari di persone con disabilità.
DOCUMENTO
DI SINTESI:
II°
SEMINARIO
11-12
ottobre 2003
Quante
volte ci siamo detti osservando i fatti del mondo:
non c'è niente da fare in questo mondo.
"Non c'è niente da fare in questo mondo?
C'è tutto da fare nel mondo!
Credete all'impossibile!
Liberate la speranza e farete fiorire la gioia"
Raoul
Follereau
IL
“DOPO DI NOI”
Per
una persona con grave disabilità la vita con i genitori può
risultare la più efficace e la più completa delle soluzioni ai
suoi bisogni assistenziali, ma occorre creare attorno alle loro
famiglie, per non determinare situazioni di doppio svantaggio per
tutti i membri della stessa, una serie di servizi e di sostegni
efficaci, anche in previsione del loro invecchiamento e della loro
scomparsa.
M
uno dei problemi che rende difficile, e a volte persino paralizzante
il dialogo tra famiglie e servizi, è l'incertezza del
"dopo": "dopo" la nascita di un bambino
disabile..., "dopo" quel trattamento riabilitativo...,
"dopo" la scuola, "dopo" la formazione...,
"dopo" la morte dei genitori.
Il
non poter avere una ragionevole sicurezza circa le varie tappe esistenziali
che il proprio figlio dovrà affrontare spesso determina nei
genitori sfiducia, distacco e un rapporto a volte antagonista con i
servizi.
Tutto
questo crea tensione e non produce cambiamenti, ma chiusure,
regressioni e una forzata ricerca di soluzioni individuali che
spesso si rivelano non adeguate, costose e a volte del tutto
negative.
Il
futuro delle persone con disabilità, soprattutto quelle non
autosufficienti, giovani o già adulti è incerto: quello che si
desidera per loro è un luogo dove possano continuare a vivere come
una famiglia, ma, oggi é ancora un miraggio per moltissimi,
nonostante alcune iniziative già realizzate dalle istituzioni e da
privati ma che non possono dare una risposta a tutti.
Mille
domande si pongono i genitori desiderosi di preparare per i figli
qualcosa dove possano vivere dopo di loro. A chi affidare le loro
vite? Chi potrà aiutarli e amarli come noi? Chi potrà proteggerli
da tanti pericoli? Come vivranno il passaggio dalla vita in
famiglia, abituati come sono alla loro casa, alla loro camera, ai
loro oggetti, ai volti familiari? Chi sarà accanto a loro per
aiutarli a vivere senza il nostro appoggio, il nostro amore
incondizionato?
E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dello scorso 18
gennaio il decreto n°470/01 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.
15 del 18 gennaio 2002, che prevede criteri e modalità per la
concessione e l’erogazione dei finanziamenti previsti dalla legge
del 23 dicembre 2000 (art.81). La materia è quella degli interventi
in favore di soggetti con disabilità grave, privi dell’assistenza
dei familiari: il cosiddetto, progetto “Dopo di noi”.
Il
decreto, in concreto, riporta il regolamento con i criteri con cui
lo Stato trasferisce alle Regioni (e alle province autonome di
Trento e Bolzano) i finanziamenti, nonché criteri e modalità per
la concessione e l’erogazione dei finanziamenti alle stesse
Regioni. Lo scopo è quello di consentire alle organizzazioni senza
scopo di lucro la realizzazione di nuove strutture destinate al
mantenimento e all’assistenza proprio di soggetti con disabilità
grave e privi di sostegno familiare.
Per
dare risposte valide agli interrogativi dei genitori di persone con
disabilità sono nati in ogni parte d’Italia una serie di progetti
con l’obiettivo di garantire ai loro figli un'adeguata assistenza
anche quando loro non ci saranno più.
I
familiari sono concordi nell’affermare che occorre dare priorità
a scelte che non stravolgano l'esistenza dei loro figli e mantengano
il più possibile inalterato l'ambiente e il loro stile di vita.
E’ necessario, comunque, che la persona con disabilità venga
assistita da personale specializzato già prima che i genitori
vengano a mancare, possibilmente nella stesso ambiente dove
proseguiranno la loro esistenza, per una serie di motivi tra cui
quello di non doversi ritrovare in un ricovero o in un luogo
estraneo.
Nello
schema sintetizziamo alcuni passaggi importanti della riflessione
scaturita nel corso del dibattito:
IL
DOPO DI NOI
|
|
IERI
|
OGGI
|
DOMANI
|
|
- PRIMA
DEL DOPO
- POLITICHE
FORMATIVE
 |
 |
-
IMPEGNI
-
DOPO DI NOI
- POLITICHE
DI TUTELA
-
IMPEGNO
E LOTTA POLITICA
|
| |
-
preparazione
-
continuità
-
lotta
culturale
|
Il ruolo
dell'associazione
|
| |
Impegno per
una nuova vita quotidiana |
| |

percorsi |
E’
importante, quindi, dare uno
spazio delle proposte, all’attenzione e alla cura delle persone
con disabilità grave e gravissima e al sostegno delle loro famiglie
al fine di realizzare l’integrazione del disabile nel contesto
sociale e di dare risposte concrete alle insicurezze che i genitori
vivono sulla propria esperienza circa le tappe dell’esistenza dei
figli disabili.
Per
lo sviluppo delle politiche a “Sostegno della famiglia e “Dopo
di noi” si deve prefiggere in particolare :
-
di sperimentare un programma di intervento precoce verso il bambino
disabile ed a sostegno della famiglia;
-
di sollecitare l’approvazione della legge sull’amministratore di
sostegno per la tutela giuridica e di qualità della vita;
-
di prevedere agevolazioni previdenziali per i familiari;
-
di rinforzare la legge 162/99;
-
promuovere un programma di Comunità alloggio per disabili gravi.
L'esigenza
di trovare un luogo per il proprio figlio incapace di vivere da
solo, é una realtà dura, difficile da realizzare, ma una esigenza
legittima che richiede una soluzione inderogabile. E allora che
fare?
Ne
abbiamo parlato insieme, discusso, con le difficoltà, gli
interrogativi che sono evidenti nell’ambito di un problema così
delicato, serio…
COSA
MI ASPETTO, DA UN SERVIZIO DEL “DOPO DI NOI”?
1.
la necessità di rispettare la dignità della persona;
2.
elementi indispensabili
come la serenità e l’equilibrio;
3.
strutture “FAMILIARI” adeguate nel luogo di appartenenza;
4.
la necessità di un inserimento lavorativo;
5.
la necessità di un soggetto che tuteli la persona disabile
(tutore o amministratore di sostegno);
6.
la necessità di un “PRIMA del DOPO DI NOI”;
7.
lo sviluppo dell’autonomia della persona;
8.
la partecipazione professionale - affettiva;
9.
l’amore compensativo.
NOI,
COME ANFFAS, COSA POSSIAMO FARE?
1.
attivare dei seminari di formazione reclutando personale
adeguato alla stessa formazione;
2.
attuare controlli di qualità;
3.
disegnare un nostro piano personalizzato;
Da
questo seminario, si è capito che: insieme possiamo preparare la
strada per realizzare un reale “dopo di noi”; insieme dobbiamo
coinvolgere le istituzioni a favorire la collaborazione tra pubblico
e privato, in una società civile che si fonda sui valori della
persona, che si richiama ai valori della persona, che si richiama ai
principi della solidarietà.
COME
POSSIAMO REALIZZARE, QUINDI,
UN
EFFICACE “DOPO DI NOI”??
1.
aderendo alla Fondazione del “DOPO DI NOI” (una
scelta individuale);
2.
creando una Fondazione Calabrese;
3.
incentivando le RSA (residenza – sanitaria -
assistenziale);
4.
divulgando il modello delle comunità famiglia (cioè creando
una famiglia allargata);
5.
divulgando il modello di una comunità alloggio (cioè una
casa auto-gestita da disabili con l’aiuto di operatori).
CI
LASCIAMO, ALLORA, CON UN PUNTO INTERROGATIVO…
COSA
SIGNIFICA REALIZZARE I PUNTI SOPRA CITATI?!?
…
LAVORIAMO PER PICCOLI GRUPPI
E
PRODUCIAMO UN PIANO D’AZIONE!!!
ALLA
PROSSIMA!!
ALLEGATI
|
Sì
alla legge sull’amministratore di sostegno
|
 |
| La
commissione Giustizia del Senato approva in via definitiva la
legge che istituisce la figura dell’amministratore di
sostegno, ma il provvedimento non riguarda le persone con
disabilità mentale e quelle interdette perché incapaci di
intendere e di volere. La persona che, per effetto di una
infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si
trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di
provvedere ai propri interessi, potrà essere assistita da un
amministratore di sostegno nominato dal giudice tutelare. |
 |
|
Una
persona che abbia cura dell’anziano o del disabile, e che ne
salvaguardi il patrimonio. È l’amministratore di sostegno,
una figura nuova nel nostro ordinamento giuridico, approvata
per legge in via definitiva, all'unanimità, dalla commissione
Giustizia del Senato. Il provvedimento non è esteso alle
persone con disabilità mentale o alle persone interdette
perché incapaci di intendere e di volere, ma a quei soggetti
che per problemi contingenti non sono in grado di provvedere
all'amministrazione dei loro beni o alla soluzione dei piccoli
problemi amministrativi quotidiani. L'esempio tipico è quello
dell'anziano senza parenti ricoverato in ospedale per una
degenza medio lunga. L'amministratore di sostegno, nominato
dal giudice su richiesta dell'interessato, provvederà a
pagare conti correnti, a sbrigare i rapporti con il Comune e
con tutta la pubblica amministrazione, a sorvegliare le
scadenze tributarie.
“Si
tratta – ha detto il capogruppo dei Ds in commissione, Guido
Calvi - di una norma di straordinario rilievo sociale ed
etico. Quest'anno, dichiarato Anno del disabile, non poteva
concludersi in modo migliore che approvando questa
legge". Per Maria Elisabetta Alberti Casellati,
vicepresidente del gruppo di Fi del Senato, "va
riconosciuto al governo il merito di essersi adoperato per
l'approvazione di un provvedimento che simbolicamente e
positivamente conclude l'anno al disabile". La
parlamentare azzurra ha sottolineato che l'amministratore di
sostegno non riguarda tecnicamente i disabili, ma sarà di
grande aiuto per tutelare le persone che comunque sono più
deboli e in difficoltà. “Siamo il primo paese del vecchio
continente – ha sottolineato la Casellati - che ha pensato
di istituire la figura dell'amministratore di sostegno con
l'intervento della magistratura. Questo regalo di Natale
smentisce categoricamente la tesi dell'Ulivo secondo la quale
il Governo di centrodestra non avrebbe sufficiente sensibilità
per i problemi sociali".
"È
una legge - ha commentato Antonino Caruso (An), presidente
della commissione Giustizia - fortemente voluta dalle
associazioni di volontariato che si occupano di handicap e di
anziani. La nuova norma è stata anche invocata dai magistrati
minorili. E' una legge di civiltà lungamente attesa che nella
passata legislatura non trovò da parte del centrosinistra la
necessaria volontà politica per il varo finale".
Il
ddl ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione
possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto
o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della
vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o
permanente. “L'amministratore di sostegno – hanno spiegato
i senatori Ettore Bucciero, Luigi Bobbio e Giuseppe Semeraro-
è una figura che viene istituita per quei casi dove non c'è
bisogno di giungere all'interdizione o all'inabilitazione. Il
provvedimento stabilisce che la persona che, per effetto di
una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si
trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di
provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un
amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del
luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio. Il giudice
tutelare provvede entro sessanta giorni dalla data di
presentazione della richiesta alla nomina dell'amministratore
di sostegno con decreto motivato immediatamente esecutivo. La
scelta dell'amministratore di sostegno avviene con esclusivo
riguardo alla cura ed agli interessi della persona del
beneficiario.
L'amministratore
di sostegno può essere designato dallo stesso interessato, in
previsione della propria eventuale futura incapacità,
mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. In
mancanza, ovvero in presenza di gravi motivi, il giudice
tutelare può designare con decreto motivato un amministratore
di sostegno diverso. Nella scelta, il giudice tutelare
preferisce, ove possibile, il coniuge che non sia separato
legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la
madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro
il quarto grado. Non possono ricoprire le funzioni di
amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici
o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario".
(27 dicembre 2003)
Articolo
tratto da:
|
Vai
alla legge sull'amministratore di sostegno
XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3758
d'iniziativa dei deputati: TURCO, BATTAGLIA,
GIACCO
"Norme per la tutela delle persone con
grave disabilitò che restino prive del sostegno familiare - Dopo di
Noi"
(relazione)
Onorevoli
Colleghi! - Si stima che il 15 per cento delle famiglie italiane sia
interessato alla disabilità. Per il disabile grave una buona
integrazione nel nucleo familiare può risultare la più efficace e
la più completa delle soluzioni ai bisogni assistenziali ed ai
problemi dell'integrazione sociale.
Occorre, però, dare
sostegno concreto alle famiglie per non determinare situazioni di
svantaggio per tutti i membri della stessa.
Inoltre, anche i
genitori dei disabili invecchiano e ad un certo punto il disabile si
ritroverà senza i genitori.
Uno dei problemi che
rende difficile, e a volte persino paralizzante, il dialogo tra
famiglie e servizi, è l'incertezza del "dopo":
"dopo" la nascita di un bambino disabile, "dopo"
quel trattamento riabilitativo, "dopo" la scuola,
"dopo" la formazione, "dopo" la morte dei
genitori.
Il non poter avere
una ragionevole sicurezza circa le varie tappe esistenziali che il
proprio figlio dovrà affrontare spesso determina nei genitori
sfiducia, distacco e un rapporto a volte antagonista con i servizi.
Tutto questo crea
tensione e non produce cambiamenti, ma chiusure, regressioni e una
forzata ricerca di soluzioni individuali che spesso si rivelano non
adeguate, costose e a volte del tutto negative.
La presente proposta
di legge si compone di sei articoli. L'articolo 1 prevede
l'integrazione del Fondo nazionale per le politiche sociali per la
realizzazione di un programma di interventi a favore dei disabili
gravi che restino privi di un adeguato sostegno familiare, da
ripartire annualmente tra le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano.
L'articolo 2
modifica il testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, nella parte
riguardante le erogazioni liberali a favore dei disabili gravi.
L'articolo 3 concede
la facoltà, ai genitori di soggetti disabili gravi, di procedere al
riscatto, fino ad un massimo di tre anni, dei periodi mancanti al
raggiungimento del massimo pensionistico.
L'articolo 4
modifica l'articolo 42 del testo unico di cui al decreto legislativo
n. 151 del 2001, al fine di eliminare una condizione
"insostenibile" per il disabile, e cioè che il disabile
sia stato riconosciuto persona con handicap grave (ai sensi
della legge n. 104 del 1992) da almeno cinque anni. Questo impedisce
ai genitori di bambini in tenerissima età, cioè quando il bisogno
è maggiore, di godere di questo beneficio.
I soggetti con
disabilità grave non in grado di produrre reddito, né per sé né
per il proprio nucleo familiare, sono stati gli unici a non fruire
di alcun aumento previdenziale negli ultimi tempi. Gli emolumenti
sono attualmente attestati sulla cifra di circa 400.000 delle
vecchie lire mensili. Costoro, non più di 300 mila soggetti,
rappresentano la categoria più debole alla quale l'articolo 5
dovrebbe recare beneficio, senza limiti di età, estendendo cioè le
disposizioni di favore (innalzamento delle pensioni al minimo a 516
euro) introdotte con la legge finanziaria per il 2002 (legge n. 448
del 2001) a favore delle persone ultrasettantenni e degli invalidi
con più di sessant'anni.
L'articolo 6 prevede
l'innalzamento al 100 per cento della pensione di reversibilità nel
caso in cui il beneficiario sia una persona con disabilità grave.

Per rispondere concretamente ai problemi delle persone con disabilità,
Anffas ha promosso, nel 1984, la costituzione della Fondazione
Nazionale "Dopo di Noi".
Scopo
della Fondazione è la promozione dei servizi residenziali in favore
delle persone con disabilità orfane o la cui famiglia non è più
in grado di assisterle.


Reggio
Calabria 25 novembre 2003 - "Il Dopo di noi tra famiglia e servizi: diritti
esigibili, presa in carico, vita autonoma, integrazion" - l'intervento
del Presidente della Sedede Locale ANFFAS di Reggio Calabria |